Giochi perduti

Durante le esplorazioni urbane spesso capita di imbattersi in giocattoli abbandonati e ci si sofferma a pensare al motivo per cui siano stati abbandonati anche loro, così come le abitazioni.

Personalmente sono convinta che anche i giocattoli, così come le case, abbiano un’anima o comunque conservino qualcosa di chi li ha posseduti. Comunque stiano le cose davvero a volte sembra che pupazzi, bambole e peluches ti osservino e ti chiedano di far loro compagnia per un po’.

Gli orsi soprattutto abbondano nelle case abbandonate. In una villa del Biellese si trova un grande orso bianco, quasi in posa sul letto di una stanza ormai annerita dalla muffa.

Il grande orso bianco nella villa nel Biellese

In una delle cascine abbandonate del Castello del Drosso, su una vecchia sedia, un altro orso, lacero e sporco, aspetta che chi lo ha lasciato lì torni a prenderlo.

L’orso che attende invano nella cascina del Castello del Drosso

Alcuni peluches si trovano nell’ex manicomio di Vercelli e molti altri aspettano nella “Casa del Santone”, difesi dal piccolo cane lupo posto di guardia davanti alla porta d’entrata.

Il cagnolino di peluche fa la guardia all’entrata della “Casa del Santone”

Non dimentichiamoci delle decine di peluches promozionali dimenticati dentro uno dei tanti stabilimenti abbandonati dell’Olivetti, lasciati lì dopo la fuga precipitosa degli impiegati del call-center a causa di un incendio sviluppatosi nel capannone adiacente.

Uno dei tanti peluches abbandonati all’Olivetti

Molti di questi animaletti sono ormai rovinati, ammuffiti, rosicchiati dai topi o mutilati dai vandali ma continuano, imperterriti, a stare lì e aspettano, aspettano, aspettano per giorni, mesi, anni, che i loro padroncini umani tornino finalmente a prenderli per giocare nuovamente con loro.

Ma quei bambini non torneranno più…

Pubblicato da Anna Bertino

Nata nel 1967, laureata in Scienze politiche, specializzata in metodologie di studio, consulente scolastica e insegnante di scienze umane, storia e filosofia. Da qualche anno coltiva due passioni: quella per le esplorazioni urbane di luoghi abbandonati e quella per la scrittura, dalla cui unione sono nati già tre libri, "A spasso nel passato-viaggio attraverso il Piemonte dimenticato", "Luoghi di confine-manicomi, ospedali, istituti abbandonati" e l'ultimo, "Echi lontani".

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