Echi lontani

Dai rumori assordanti dei macchinari al silenzio e all’oblio. La storia industriale del Piemonte raccontata attraverso l’esplorazione di alcune tra le più importanti fabbriche abbandonate della regione, di cui adesso rimangono solo più echi lontani.

Echi lontani è il terzo libro della serie A spasso nel passato, viaggio attraverso il Piemonte dimenticato. Come gli altri due anche questo è stato scritto a quattro mani dalla sottoscritta e da Federico Valletta.

Questo libro vi condurrà alla scoperta di alcune tra le più importanti fabbriche abbandonate del Piemonte, aziende un tempo importantissime per lo sviluppo industriale della regione e poi, per una ragione o per l’altra, lasciate cadere nell’oblio.

La prima parte tratta della storia dell’industria italiana, partendo dalla prima rivoluzione industriale fino ad arrivare ai giorni nostri, perché ci è sembrato importante collocare le fabbriche che abbiamo esplorato in un contesto storico più ampio.

Per quanto riguarda le esplorazioni vere e proprie vi portiamo alla scoperta di uno splendido cotonificio in cui il tempo sembra essersi fermato e al cui interno è ancora presente la villa padronale, meglio conosciuta nell’ambiente urbex come la villa dei segreti.

Si passa poi alle officine meccaniche biellesi, per molto tempo indispensabili all’industria automobilistica (e non solo) piemontese e italiana, come si può capire dalle centinaia di progetti e disegni sparsi per terra in quello che era l’ufficio tecnico.

Andiamo anche a Ozzano Monferrato, sede dei più importanti cementifici del Piemonte, in uno dei quali è ancora presente un colossale forno rotante dell’Ansaldo. Di un altro si distinguono ancora le imponenti ciminiere monumentali, scelte come sfondo dai Maneskin per uno dei loro video musicali.

A Vercelli rimangono le vestigia di quella che è stata la più importante fabbrica di caffè cicoria della regione, depredata dai ladri di metalli che hanno letteralmente sventrato la villa padronale al suo interno, lasciando solo il meraviglioso gazebo in stile vittoriano sul tetto..

E che dire dell’imponente zuccherificio di Alessandria, che ci ricorda i tempi in cui l’industria saccarifera italiana era una delle attività trainanti dell’industria alimentare. Un bellissimo esempio di archeologia industriale.

Abbiamo anche inserito una fabbrica di fiammiferi, per testimoniare l’importanza e il primato del Piemonte in questo settore tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Questa esplorazione è stata anche lo spunto per una riflessione sullo sfruttamento dei lavoratori e dei bambini durante le rivoluzioni industriali e sui rischi per la salute di determinate lavorazioni.

Nell’ultimo capitolo abbiamo parlato di un colosso dell’industria Italiana, l’Olivetti, esplorando quello che era il suo più grande stabilimento piemontese. Purtroppo la poca lungimiranza delle istituzioni ha fatto sì che questo simbolo del Piemonte e dell’Italia industriale venisse pian piano svenduto e frammentato, decretandone così il crollo.

Abbiamo poi voluto inserire come “fuori menù” il circuito automobilistico di Morano sul Po, alla cui inaugurazione nel 1973 aveva partecipato anche Arturo Merzario. Qua si disputavano gare di Formula 3 ed altre competizioni, ma dopo solo due anni la pista è stata chiusa a causa delle lamentele degli abitanti del luogo per il troppo rumore.

Se volete scoprire le storie di questi affascinanti luoghi dimenticati e vedere ciò che ne rimane potete trovare il libro su Youcanprint e su tutte le piattaforme di vendita on line. Sono sicura che non rimarrete delusi!

Pubblicato da Anna Bertino

Nata nel 1967, laureata in Scienze politiche, specializzata in metodologie di studio, consulente scolastica e insegnante di scienze umane, storia e filosofia. Da qualche anno coltiva due passioni: quella per le esplorazioni urbane di luoghi abbandonati e quella per la scrittura, dalla cui unione sono nati già tre libri, "A spasso nel passato-viaggio attraverso il Piemonte dimenticato", "Luoghi di confine-manicomi, ospedali, istituti abbandonati" e l'ultimo, "Echi lontani".

Lascia un commento